Homepage Incontra

  Leggi gli Annunci
  Metti un Annuncio

   

Live Show

  Elenco Pagine Personali
  Costruisci la Tua Pagina Web
 
  
   

Forum

    
   MST
       
    Link
    Torna all'homepage

LINKME ON - La Tua Community Portatile
 


Dott. MORENO ZOLGHETTI
TORINO

MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE MST
(SEXUALLY TRANSMITTED DISEASES)

PATOLOGIA DA DANNO MECCANICO

Potrà apparire strano questo capitolo, che esula dalla trattazione delle MST, ma è invece utile a comprendere i meccanismi con i quali certe “manovre” sessuali concorrono alla trasmissione di molte malattie. La struttura anatomica degli organi genitali maschili e femminili (da ricercare su una qualunque enciclopedia domestica) è costituita in modo tale da prestarsi molto bene alle consuete pratiche erotiche eterosessuali ovvero al coito. Ogni altra “operazione” è il frutto della fervida fantasia umana che pur essendo senza limiti, viene a cozzare con i limiti fisiologici degli organi coinvolti. Si possono ritrovare diversi tipi di danno; il più frequente è quello da eccessiva frizione che consta sostanzialmente di un’infiammazione locale dei tessuti (cute e mucose) coinvolti. A questo può seguire un’abrasione con perdita dell’integrità del tessuto. In entrambi i casi si crea un più facile ingresso di germi. Tali aspetti generali, per loro natura non gravi, possono determinare (e di fatto determinano) il più diffuso mezzo di contagio delle MST.

Esistono in letteratura danni meccanici ben più cospicui che interessano la vagina, l’ano e il retto, il pene e i testicoli.

La penetrazione vaginale con “ausili sessuali” o “coadiuvanti erotici” come “vibratori” e “dildo” o falli in gomma può cagionare gravi danni al collo uterino, all’istmo o perforazione della vagina in prossimità dei fornici. Non stupisca questa eventualità poiché la soglia del dolore individuale durante il rapporto sessuale viene molto innalzata, anzi il dolore e il piacere spesso coincidono. Va inoltre considerato che la penetrazione è spesso fatta dal partner che non si rende conto del superamento del limite. Infatti proprio di limite si tratta perché la vagina per sua costituzione è un canale molto dilatabile nel senso del diametro, ma poco estensibile e la sua lunghezza non supera i 10 centimetri. Si capisce che un fallo di 30 cm o più è un grosso spreco di gomma!

Un discorso simile si può fare della sodomia (maschile e femminile) dove ancora una volta sono incriminati gli “ausili sessuali”. Qui però compare un aspetto assente in precedenza: il canale anale non è anatomicamente, né fisiologicamente adatto alla penetrazione. Non è una gran rivelazione, però a molti sfugge che l’abuso di questa pratica comporta, specie con il passare del tempo, significativi problemi di varia natura. La patologia più ricorrente è la proctite traumatica costituita da forte infiammazione del canale anale dovuto alla sodomia cruenta, ma si può anche verificare un processo infiammatorio non traumatico spesso associato a infezione da germi vari (proctite aspecifica, si veda oltre). Le pratiche di sodomia con il pene o con le dita, tuttavia arrecano un danno meccanico minimo. La penetrazione con il pugno è più dannosa. Tre sono gli aspetti da considerare:

1 - le dimensioni del canale anale
2 - l’orientamento dell’asse ano-rettale
3 - il calibro dell’oggetto penetrante

Circa le dimensioni si può affermare che in condizioni normali il diametro del canale anale si aggira intorno a 1 cm o poco più, mentre la sua lunghezza è di 5 cm (cinque e non cinquanta!). Le terminazioni nervose sensitive sono presenti in maggior numero nei primi 2 cm. Il canale anale si apre verso l’esterno tramite l’apertura anale (ano), mentre si continua all’interno nell’intestino retto. Fra retto e canale anale esiste un angolo di quasi 90° (orientamento dell’asse), vale a dire che il tratto non è assolutamente rettilineo, lo diventa durante la defecazione e lo può diventare durante la penetrazione se e solo se viene praticata lentamente, consentendo il naturale distendersi della muscolatura liscia intestinale. La penetrazione cruenta (nota nel medioevo con il nome di “impalamento”) molte volte sfocia in una perforazione della regione del cavo retto-vescicale, poco oltre la prostata. Inoltre la distanza fra apertura anale e cavo retto-vescicale è di 7-8 cm (quanto il dito indice!) L’introduzione dall’ano di oggetti più lunghi di tale misura può portare a conseguenze anche gravi, tenuto conto che il retto è complessivamente lungo 12 cm.
Per intenderci bene la perforazione del retto causa un’emorragia subito e una peritonite dopo poco, che possono portare a gravi danni generali fino alla morte (oggi rara) nei casi non trattati con urgenza. Inutile dire che il trattamento è chirurgico e sono noti casi in cui il paziente ha riportato danni tali da perdere completamente la funzionalità dell’ampolla rettale. Ciò gli è valso l’uso di un praticissimo ano artificiale posto sul fianco sinistro, connesso a un sacchetto in plastica. Penso proprio che non ne valga la pena!
Nella donna il cavo retto-vescicale è detto retto-vaginale e risulta a 6 cm dall’ano. Retto e vagina sono separati da un setto retto-vescicale sede di possibili perforazioni meccaniche. Per ciò che concerne il calibro del retto si può dire che sia nullo in condizioni normali, ossia che le sue pareti si tocchino, va comunque detto che la sua struttura è molto dilatabile. Lo sfintere anale (ano) non lo è altrettanto; l’introduzione di oggetti di grosso calibro può portare a lacerazioni dello sfintere che esitano in ragadi sanguinolente. Da queste si possono trasmettere le MST. Lo sfintere anale è costituito da una serie di anelli muscolari che come tutti i muscoli, è suscettibile d’allenamento. Infatti l’introduzione di calibri crescenti in tempi susseguenti, può portare a un minor stress dello sfintere. Questo vale soprattutto per chi pratica la sodomia per la prima volta e ne ricava un’esperienza traumatica sia in fatto di dolore, sia per le lesioni sia spesso vengono riportate. Se il continuo “allenamento” dei muscoli dello sfintere anale può rendere meno traumatica la penetrazione, l’eccesso può peggiorare la situazione, portando i muscoli in stato d’ipertrofia, cui segue ipotonia (lassità tessutale) e ptosi (abbassamento dell’organo). La moderazione è ancora la via migliore. Molte volte si assiste a lesioni che coinvolgono il retto: la più frequente è il prolasso (rovesciamento dell’intestino verso l’esterno) parziale, dove la mucosa anale trascina parte di quella rettale o totale in cui vi è maggiore interessamento rettale. Il prolasso totale si corregge tramite chirurgia, quello parziale generalmente regredisce con cure locali, ma sovente è causa di emorroidi. Tipica causa di prolasso è la penetrazione spinta con la mano chiusa a pugno.
Le emorroidi sono delle varici che interessano le vene del plesso rettale e colonnare, possono essere esterne e quindi visibili o interne e quindi non visibili. In entrambe i casi sono sufficientemente dolorose da rendere consapevoli della loro presenza. Il loro trattamento è generalmente locale, ma può anche richiedere l’intervento del chirurgo. L’uso di lubrificanti, decisamente consigliato, può giovare al fine di evitare queste spiacevoli conseguenze anche se la cosa migliore è ridurre il calibro degli “attrezzi”! Una nota va fatta circa l’uso della saliva: è un ottimo mezzo per la trasmissione delle MST, serve a poco come lubrificante. L’uso di oli minerali (olio di paraffina, vaselina, ecc.) è da evitare per due buone ragioni:

1 - sono incompatibili con i costituenti dei profilattici, aumentano il rischio di rottura e il rischio di trasmissione di MST per aumentata permeabilità del lattice. Per gli stessi motivi vanno evitati gli oli vegetali, il burro, la margarina, le creme idratanti cosmetiche, ecc.
2 - gli oli minerali possono provocare irritazioni alle mucose. In forse è la loro possibile implicazione in forme tumorali dell’epitelio (paraffinomi e tumori grassi) specie nell’uso prolungato.

Esistono in commercio lubrificanti adatti a base d’acqua e amidi modificati (idrogel), oppure si può usare la glicerina (in farmacia). Diffidare dai prodotti senza etichetta e composizione è obbligatorio oltre che di buon senso. Può essere utile sapere che la penetrazione anale, per questioni anatomico-funzionali risulta più agevole se il soggetto passivo si sdraia sul fianco destro. Appare necessario ricordare che gli “ausili sessuali” devono essere considerati alla stregua dei rasoi, degli spazzolini da denti, dei tagliaunghie, vale a dire come oggetti personali; lo scambio di questi, o l’uso simultaneo su persone diverse è fonte di trasmissione di MST esattamente come un rapporto non protetto. Inoltre sarà bene precisare che gli oggetti in questione sono spesso veicoli per germi di tutti i tipi, perciò risulta opportuno lavarli dopo l’uso e lasciarli immersi per almeno 30 minuti in soluzioni disinfettanti, ottime sono quelle per poppatoi in lattice da acquistare in farmacia. Pare superfluo far osservare come l’introduzione di oggetti vari dall’ano non risulti una buona idea specie quando si tratta di corpi di piccole dimensioni. Quando questi sfuggono diventa complicato recuperarli, operazione quasi sempre svolta nella sala di un pronto soccorso, fra le inevitabili risatine del personale sanitario. In casi non così rari, se non si ha espulsione naturale dell’oggetto, si deve ricorrere alla rimozione chirurgica: altre risate! Evitare oggetti fragili (come il vetro delle bottiglie) o metallici per ovvie ragioni. Infine quando si impiegano oggetti lunghi, anche se si procede lentamente e dopo lubrificazione, la frizione di questi contro le pareti dell’intestino sigmoideo provoca irritazione e spasmo (colite spastica). Se siete così avvezzi a tali pratiche la rettocolonscopia potrà rappresentare per voi un valido divertente succedaneo!

Le lesioni che interessano il pene sono da ricercare nell’uso di anelli elastici di gomma posti alla base dell’organo eretto con lo scopo di ritardare il deflusso del sangue venoso dai corpi cavernosi. Ciò comporta possibili lesioni dei vasi e con l’uso protratto emerge la tendenza a originare varici del pene. Le varici ostacolano poi la penetrazione rendendola dolorosa. Una patologia legata al danno meccanico da strofinio è la balanite aspecifica, infiammazione acuta del glande, generata dall’intensa frizione del pene specie durante la penetrazione sodomitica. Sono noti casi di rottura delle strutture cavernose alla base del pene a seguito di eccessiva sollecitazione cagionata da flessione antero-posteriore dell’organo. Meglio non eccedere! Varie pratiche come la legatura dei testicoli, l’uso di cinghie o altro possono sfociare in anomale torsioni dei dotti o dell’epididimo (strangolamento testicolare) con conseguente varicocele o peggio con la trombosi dei plessi vasali. A quest’ultima condizione può seguire infarto testicolare e gangrena; l’unica terapia è rappresentata dall’asportazione chirurgica del testicolo (orchiectomia). La struttura del sacco scrotale è tale da fornire una protezione naturale sufficiente ai testicoli e agli annessi, evitare le suddette pratiche è tuttavia da consigliare. La moderazione è necessaria un po’ in tutte le cose e si deve essere sempre consapevoli che i nostri limiti mentali non coincidono con quelli fisici, da ciò nasce l’evidente necessità di sapersi autolimitare.v

<< Pagina Precedente ---- Prossima Pagina >>

 
 
- - CONTATTI - - PUBBLICITA' - -
© dal 1998 BEEGLER media s.r.l. Via Ezio Cesarini 4/A 40129 Bologna
Tel. 340/88.28.217 - C.F. e P.iva: 02725261206 - R.E.A. BO-462099
È vietata ogni riproduzione anche parziale. Design by WEBONITALY